Venerdì 23 ottobre 2026 la NFL ha cancellato la squalifica di una giornata a Sam Franklin Jr., safety dei Buffalo Bills, e l’ha trasformata in una multa da 14.926 dollari per condotta antisportiva. Franklin ha sempre negato di avere sputato. Il suo compagno di reparto C.J. Gardner-Johnson, accusato dello stesso gesto nella stessa partita, l’appello l’ha perso il giorno prima.

I numeri del doppio verdetto

14.926
Dollari di multa al posto della squalifica
1
Giornata di squalifica cancellata
2
Appelli dalla stessa partita, esiti opposti

Due sputi, due giudici, due verdetti

I due casi nascono dalla stessa partita, il 33-30 con cui i Buffalo Bills hanno battuto i Las Vegas Raiders nella sesta giornata. Gardner-Johnson era stato espulso prima dell’intervallo per uno sputo verso Brock Bowers, tight end di Las Vegas; Franklin era stato punito dopo, per un gesto analogo verso un avversario, con la stessa misura: una giornata.

Da lì in poi le due strade si separano, e si separano per un motivo che vale la pena capire. I due appelli non li ha giudicati la stessa persona. Quello di Gardner-Johnson è finito davanti a Jordy Nelson, che ha confermato la squalifica. Quello di Franklin è andato a James Thrash, scelto come gli altri ufficiali d’appello di comune accordo fra la lega e il sindacato, e Thrash ha deciso al contrario: niente giornata, solo la multa.

Franklin non ha mai ammesso il gesto, e il suo agente lo ha contestato con durezza fin dal primo giorno. È l’unica differenza visibile fra i due fascicoli: in un caso c’era un’espulsione in campo, con gli arbitri che avevano visto e sanzionato sul momento, nell’altro no.

Cosa cambia per Buffalo

Più di quanto dica la cifra. Franklin tiene lo stipendio della giornata e resta a disposizione, e il calendario rende la differenza concreta: i Bills sono in bye in questa settima giornata, quindi la squalifica se la sarebbero vista cadere addosso alla ripresa. Il primo novembre Buffalo ospita i Baltimore Ravens, e a quella partita Franklin ci sarà, mentre Gardner-Johnson, con la sua giornata confermata, no.

Per una squadra a cinque vittorie e una sconfitta, che in quel momento si gioca il primo posto nella AFC East, perdere un titolare della secondaria e un uomo delle rotazioni nella stessa partita sarebbe stato un problema vero. Adesso il problema è dimezzato.

Perché conta, secondo me

Qui non è questione di 14.926 dollari, che per un professionista della NFL sono un fastidio e nulla di più. È questione di come la lega decide. Due giocatori della stessa squadra, puniti per lo stesso gesto nella stessa partita, con la stessa sanzione, hanno ottenuto due risposte opposte a ventiquattro ore di distanza, davanti a due giudici diversi. Può essere giustizia, perché i fascicoli non erano identici e un’espulsione in campo pesa. Ma da fuori somiglia a una lotteria, e il sospetto che l’esito dipenda da chi ti capita sorteggiato è il peggiore che un sistema disciplinare possa lasciarsi addosso.

Il meccanismo degli ufficiali d’appello concordati fra lega e sindacato è nato proprio per togliere alla NFL l’ultima parola su se stessa, e in questo nuovo sistema di multe e squalifiche l’intenzione è buona. Il prezzo, però, si vede adesso: giudici diversi scrivono sentenze diverse, e nessuno pubblica le motivazioni. Se la lega volesse chiudere la discussione in un pomeriggio, basterebbe far sapere perché Thrash ha deciso in un modo e Nelson nell’altro. Finché non lo fa, ogni appello vinto sembrerà un favore e ogni appello perso un’ingiustizia.

Fonti: NFL.com (23 ottobre 2026), ESPN (23 ottobre 2026), ProFootballTalk (23 ottobre 2026).